Cinzia Pirrò

Lo scopo di questo blog è quello di informare, consigliare e di dare alle persone la possibilità di condividere situazioni differenti che, molto spesso, si rivelano comuni.

Poco tempo fa, in televisione, parlavano di una persona famosa che era deceduta per una “brutta malattia” E` incredibile che nel 2012 ancora si ha timore a pronunciare la parola “tumore”.

Il tumore non e` una malattia invincibile e non e` neppure la prima causa di morte in Italia ma, bensi` le malattie cardiovascolari. E`, purtroppo, una patologia molto comune, chi di noi non ha una persona in famiglia o un parente, un conoscente che non e` colpito o stato colpito dal tumore?

Ho iniziato la mia carriera lavorativa prendendomi cura delle problematiche postoperatorie in generale, dopodiche ho avuto la fortuna di lavorare in uno dei migliori ospedali, per cio` che riguarda l`oncologia, degli Stati Uniti, il Women and infant oncology di Providence R.I. Di fatto nel 2005 il primario, dott. Granai Skip. venne premiato come miglior oncologo dell`anno. L`ospedale Women and Infant era ed e` parte di uno studio scientifico internazionale che mira a dimostrare che le medicine alternative, o meglio “complementari” come massaggi, agopuntura, ipnosi,etc. non solo migliorano la qualità` della vita del paziente ma la malattia stessa. Che dire poi del linfodrenaggio manuale con bendaggio importantissimo dopo che nel corpo, a causa di un intervento di tumore, vengono asportati uno o piu` linfonodi.

Quando Iniziai a lavorare nell`ospedale facevo massaggi di Digitopressione, questa tecnica, che e` simile all`agopuntura senza aghi, aiutava le persone che avevano un tumore alle ossa perche` diminuiva il dolore, o semplicemente per aiutare a rilassarsi un po`.Iniziai a notare che le pazienti avevano spesso un gonfiore nell`arto interessato dalla mallattia, mi informai e venni a conoscenza del massaggio del sistema linfatico o Linfodrenaggio. Frequentai, cosi`, la scuola del dottor Vodder in Austria e iniziai cosi` questo interessante nuovo percorso.

Il sistema linfatico e` appena sotto la pelle, dopo un qualsiasi intervento compare un edema, che dire di un intervento di tumore dove, quasi sempre, vengono asportati i linfonodi, stazione importante di tutto il sistema? Dopo che il paziente ha subito un intervento di mastectomia, o dell`asportazione del tumore in un`altra parte del corpo vi e` inoltre una conseguenza muscolare, cosa dire di quella psicologica. Molto spesso dopo un intervento al seno la donna, per un certo periodo non si vuole guardare e nemmeno toccare , ma quando viene massaggiata dalla terapista e a seguito di questo prova tanto sollievo, la abbiamo gia` aiutata ad accettare quella parte del suo corpo che non e` piu` la stessa , o perlomeno ad iniziare ad accettarla. Con il massaggio linfatico aiutiamo la ripresa corretta della circolazione, linfatica e sanguinea e, dato che la stimolazione, lenta e leggera, stimola la produzione di endorfina`il dolore, diminuisce.

Purtroppo, in Italia, nella maggior parte degli ospedali non viene applicato e quando e` presente i terapisti non sono sufficienti, ci sono lunghe liste di attesa la` dove la tempestivita` e` di fondamentale importanza, come conferma questa ricerca riportata dal giornale “Fondamentale dell`aprile 2010”

• Il linfedema, l’accumulo di liquidi nel braccio, è una complicanza degli interventi di asportazione di un cancro del seno che
richiedono anche lo svuotamento dell’ascella.
Non è facile prevedere chi ne soffrirà e nemmeno quando si presenterà il disturbo, ma alcuni accorgimenti possono risultare utili
per ridurre al minimo il rischio. Tra questi è fondamentale la fisioterapia, da iniziare subito dopo l’intervento, come afferma un
gruppo di ricercatori spagnoli dalle pagine del British Medical
Journal. I dati parlano chiaro: a un anno dall’intervento, 18 delle
116 donne coinvolte nello studio hanno sviluppato linfedema: il
25 per cento tra quelle che non avevano fatto fisioterapia e solo
il 7 per cento tra quelle che avevano seguito uno specifico programma comprendente il linfodrenaggio, massaggi nell’area
della cicatrice ed esercizi per la spalla.

Ho avuto la possibilita` di confermare questo risultato grazie al Dottor Stefano Martella, chirurgo plastico dell Istituto Europeo di Oncologia di Milano, la dove potevo ricevere le sue pazienti subito dopo l`intervento, il linfedema non si presentava e in caso contrario con poche sedute scompariva.